L’annuncio di DAZN For Business, la nuova offerta pensata per bar e ristoranti, ha acceso i riflettori su un tema sempre attuale nel nostro settore: come monetizzare l’intrattenimento sportivo. Da sempre, la trasmissione di partite di calcio, in particolare, è un richiamo potentissimo per avventori, una calamita per chi cerca l’atmosfera vibrante del tifo collettivo. Ma cosa significa questa nuova proposta per i gestori di locali? È un’opportunità d’oro o l’ennesima voce di costo che rischia di erodere margini già risicati?
Fino a poco tempo fa, la situazione era un po’ un Far West. Molti esercizi, pur di non perdere la clientela affezionata al calcio, si arrangiavano con abbonamenti privati, consapevoli del rischio di sanzioni salate per la trasmissione pubblica non autorizzata. DAZN For Business arriva proprio per regolarizzare questa pratica, offrendo una soluzione legale e, in teoria, pensata per le esigenze commerciali. Il pacchetto, stando ai dettagli emersi, prevede un costo variabile in base al tipo di locale e al potenziale bacino d’utenza, con formule che dovrebbero tenere conto della capienza e della visibilità. Questa differenziazione è un punto a favore, poiché riconosce che un piccolo bar di paese ha esigenze e possibilità diverse da un grande pub in centro città.
Non solo costi: il valore aggiunto dell’offerta
Ma al di là dei costi, che sono ovviamente la prima cosa che salta all’occhio di un imprenditore, è fondamentale analizzare il valore aggiunto di un’offerta del genere. DAZN porta in dote l’intero campionato di Serie A e una selezione di altri eventi sportivi di rilievo. Per un bar o un ristorante, significa poter offrire ai propri clienti un palinsesto sportivo completo, un fattore che può fare la differenza nella scelta del locale, soprattutto nei weekend e durante le partite clou. Pensiamo all’afflusso extra che una partita sentita può generare: tavoli pieni, consumazioni che si moltiplicano, un ambiente vibrante che invoglia a restare più a lungo e, magari, a tornare anche in altre occasioni.
Il punto, però, è capire se il ritorno economico giustifichi l’investimento. I gestori dovranno fare i conti della serva: quante consumazioni extra genera una partita? Quanto incide il costo dell’abbonamento sul margine di ogni singola birra o panino venduto durante l’evento? Non si tratta solo di riempire il locale, ma di riempirlo in modo profittevole. È qui che entra in gioco la capacità strategica dell’imprenditore. Un locale che offre il calcio dovrebbe accompagnarlo con promozioni mirate, menù speciali “match-day”, magari sconti sul secondo giro di bevande durante l’intervallo. Trasformare l’occasione sportiva in una vera e propria esperienza, in modo da massimizzare il valore percepito dal cliente e, di conseguenza, il suo scontrino medio.
C’è poi l’aspetto della concorrenza. Se molti locali della zona sottoscriveranno DAZN For Business, il vantaggio competitivo iniziale potrebbe annullarsi, diventando semplicemente uno standard di mercato. A quel punto, non basterà più “avere la partita”, ma sarà necessario differenziarsi su altri fronti: la qualità del servizio, l’ambiente, la proposta gastronomica. Non si può pensare che l’abbonamento sportivo risolva da solo i problemi di affluenza, ma va integrato in una strategia di marketing e di offerta complessiva.
In conclusione, DAZN For Business rappresenta un passo importante verso la regolarizzazione e la professionalizzazione dell’offerta sportiva nei locali pubblici. È un’opportunità che non può essere ignorata, ma va analizzata con attenzione. Non è un’opzione “prendere o lasciare”, ma un investimento che richiede un calcolo oculato e una visione strategica. I bar e i ristoranti italiani che sapranno integrare sapientemente lo sport nella propria proposta, trasformandolo da semplice costo a leva di business, saranno quelli che, alla fine, segneranno il vero gol.
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